La ministra della Difesa Pinotti lancia l’idea: «Servizio civile obbligatorio per i giovani»

La 90esima adunata nazionale degli Alpini ha fatto da tribuna a Treviso al dibattito sulle funzionalità di nuovi servizi di leva civili obbligatori. Impossibile riproporre in Italia la “naja”, il vecchio servizio militare obbligatorio, archiviata il primo gennaio 2005 ma lo stesso ministro della Difesa Roberta Pinotti, presente alla manifestazione dell’Associazione Nazionale Alpini (Ana), ha sottolineato che «la riproposizione di una qualche forma di leva civile declinata in termini di utilizzo dei giovani in ambiti di sicurezza sociale non è un dibattito obsoleto».

Ma vediamo qualche dato: in Liguria tra associazionismo, sostegno agli anziani ma anche tutela del territorio sono mille i giovani liguri che stanno svolgendo il servizio civile. Ragazzi che partecipano, a seconda dei casi, a progetti regionali o nazionali. Al momento sono 235 i giovani che svolgono la loro attività in settori in cui è stato presentato un progetto regionale. Altri 600, invece, sono impegnati direttamente su progetti nazionali mentre 500 svolgono compiti di tutela del territorio nell’ambito della Protezione civile.

Infatti, tra alti e bassi, il Servizio civile continua comunque ad avere risultati rilevanti. Anche in Liguria dove il numero dei progetti presentati nel corso degli anni ha sempre coperto la domanda. Progetti che ora si ampliano ulteriormente visto che a ottobre saranno presentate iniziative regionali che porteranno il numero dei posti disponibili a 350. Cento in più rispetto a quelli presentati nell’edizione precedente.

Su scala nazionale, al 2015 (ultimi dati disponibili, ndr) sono stati 35.247 i ragazzi che hanno preso parte al Servizio civile. Complessivamente, dal 2001 al 2015 i numeri dei posti di volontario messi a bando sono stati 377.568 giovani. Al Sud, isole comprese, è continuato, anche nel 2015, il trend degli anni precedenti riguardante il notevole numero delle domande presentate che ha raggiunto il 56,31%.

In pratica, ogni due domande, una è presentata al Sud. In tutte le altre zone d’Italia, i numeri del 2015 sono più bassi rispetti a quelli dell’anno precedente. Nello specifico, il Nord è arrivato al 23,14%, il Centro al 19,09% mentre l’Estero non ha raggiunto neanche i due punti percentuale (1,46%).

 

 

FONTE: Il Secolo XIX

15 maggio 2017
(http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/05/15/ASUcIpPH-servizio_ministra_obbligatorio.shtml )

 

 

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