Lotta al Bullismo, vincere si può! La storia di Juri Cervato

(Foto di Michela Taeggi – Testo di Linda Marino)

Juri Cervato, addetto alle vendite di Gorla Maggiore (Varese). Il mio incubo è iniziato in prima elementare e si è concluso in seconda media. Dalla nascita, ho un problema alla bocca, la masticazione inversa e incrociata, e questo mi ha causato diversi problemi, soprattutto nel relazionarmi con gli altri. Alle elementari, quando leggevo o parlavo, i miei compagni mi prendevano in giro imitando le mie espressioni facciali. La mia arma di difesa era la solitudine: rifiutando il confronto con gli altri mi sentivo al sicuro. Ero sempre e comunque il bersaglio preferito dei miei coetanei, la valvola di sfogo di quei bambini apparentemente innocui, ma capaci di uccidermi con le loro parole e i loro atteggiamenti di sfida. Io non osavo ribellarmi perché temevo che anche solo dicendo una parola mi avrebbero picchiato. Una volta ci hanno provato: al parco, un gruppo di ragazzini ha iniziato a insultarmi, sferrandomi calci e pugni. Sono riuscito a scappare, ma più passavano i mesi, più la loro cattiveria nei miei confronti peggiorava. Una volta hanno preso la mia testa sbattendola contro il muro. Ai miei genitori non raccontavo nulla, solo in terza media ho trovato il coraggio di confidarmi con loro, fino ad allora mi ero tenuto tutto dentro. La mia rinascita è avvenuta alle superiori, in un istituto professionale dove ho conseguito la qualifica di addetto alle vendite. Lì nessuno sapeva chi fossi. Per i miei compagni ero Juri, non uno sfigato. Con il passare del tempo sono riuscito ad instaurare le prime amicizie della mia vita. All’inizio ero scettico, tendevo a non fidarmi, poi mi sono lasciato andare e ho dato fiducia a quelli che oggi sono i miei veri amici.

 

Articolo originale : http://www.openreport.it/?p=81

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