Marco

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Mi chiamo Marco Ottonello e sono stato una vittima di bullismo.

La mia storia di bullismo comincia nel 2006, quando iniziai le scuole medie a Vittuone (MI), paese dove mi ero trasferito da poco (Prima abitavo a Rho e frequentavo le elementari a Mazzo di Rho). Durante i 3 anni infernali di medie ricevetti atti di bullismo sia fisici che verbali (Grazie a dio non ho mai subito cyberbullismo). Ogni giorno a scuola venivo insultato, prendevano in giro il mio cognome in ogni modo. Mi prendevano in giro per il fatto che quando mi recavo a scuola con la mia bicicletta indossavo il casco, e mi dicevano “solo i bambini indossano il casco per andare in bicicletta”, i bulli non solo mi insultavano ma facevano danni alla mia bicicletta a cui tenevo molto, mi sgonfiavano i pneumatici o a volte me li foravano, mi rubavano il campanello o il fanalino e ogni volta che mi recavo a riprendere la mia bicicletta dalla rastrelliera nel cortile della scuola venivo picchiato dai bulli, ogni volta era un incubo uscire da scuola, venivo picchiato dai bulli anche durante la ricreazione e nessuno vedeva niente.

 

I motivi per cui venivo sempre preso di mira erano che:

  • Non ero del paese
  • Avevo la professoressa di sostegno

 

Di tutto ciò che accadeva a scuola o in giro per il paese non ne parlavo, tenevo tutto per me per evitare di sentirmi dire “devi difenderti da solo sei grande, ma tiragli un pugno” ma io avevo paura a reagire, avevo paura di finire in guai più seri.

 

Gli atti di bullismo non li subivo solo a scuola ma anche fuori per il paese, dato che il paese era piccolo e subivo le stesse cose che subivo a scuola, danni alla bicicletta, insulti, percosse…ecc

 

A 11-12 anni (2007) mi mettevo a piangere sia per gli atti di bullismo ed ero arrivato a pensare di suicidarmi pensando di  buttarmi sotto un treno in transito nella stazione ferroviaria del paese o pensando di folgorarmi con la corrente elettrica di casa

 

Un giorno mentre tornavo a casa da scuola con la bicicletta a metà strada mi cadde la catena e la sfiga volle che li vicino c’era un bullo, lui iniziò a prendermi a calci, prese il mio cellulare che avevo in mano e lo lanciò in un prato li vicino e mentre mi chinai per recuperarlo il bullo mi saltò addosso. Arrivai a casa piangendo, raccontai tutto ai miei genitori e andammo dai Carabinieri a denunciare, dopo aver fatto la denuncia dai carabinieri gli atti di bullismo si fecero sempre meno frequenti infatti dall’inizio del 2008, cioè dalla seconda media 2° quadrimestre in poi gli atti di bullismo che ricevetti furono veramente pochi

 

Però subì ancora qualche atto per il bullismo in giro per il paese, come quella volta che a Vittuone nell’ Aprile del 2008 che c’erano gli autoscontri nella piazza del mercato, e su alcune macchine c’erano alcuni bulli che oltre a scontrarmi facevano cose che non dovevano fare come prendermi a schiaffi o girare il mio volante, ma più che altro ogni volta che mi scontravano la prendevo come un atto di bullismo da parte loro togliendomi il divertimento, allora feci una cosa pericolosa, mi avvicinai con la macchina dell’ autoscontro al bordo della pista e scesi col rischio di cadere e farmi male e mi misi a piangere, io mi lamentai al telefono di ciò che era successo e mi sentì dire “cazzo gli autoscontri sono stati fatti a posta per scontrasi non puoi metterti a piangere per queste cose”  e ci sono passato come quello che “non si sà divertire” quando invece quello che subivo sopra gli autoscontri non mi era piaciuto affatto, non era divertimento ma era bullismo, e da quella volta li e ancora adesso odio vedere davanti a me una pista autoscontro

 

Subì anche un altro atto di bullismo nell’ estate del 2009, passato l’esame di III° Media, stavo andando a prendere l’autobus Z620 Milano Molino Dorino – Magenta per andare in piscina a Magenta ma non feci tempo neanche a fare 500 metri da casa mia che mi trovai il bullo che denunciai dai carabinieri, che cercava di mettermi sotto col motorino e sorpassandomi mi tirava i calci nel posteriore e prima di andarsene disse “Questo è per la denuncia stronzo” e io rimasi a piangere seduto sul marciapiede. E per paura di rincontrare questo qua in giro per il paese un altra volta, andavo in piscina a Magenta in treno invece che in autobus dato che ho la stazione vicino a casa.

 

 

Tutto ciò che avevo subito mi lasciò delle paure come:

  • Camminare o andare in giro in bicicletta per il paese
  • Ogni volta che vedevo un gruppo di miei coetanei scappavo perchè avevo paura che erano bulli e che mi insultassero
  • Avevo paura di fare cattive amicizie come quelle che avevo fatto col ciclismo, e preferivo stare da solo, ero molto timido e tendevo a isolarmi

 

Ora queste paure le ho superate ma le cicatrici e i brutti ricordi non mi vanno via, e queste cicatrici mi creano ancora qualche disagio ancora adesso

 

Ora io sono un ragazzo di 19 anni, mi sono diplomato in una scuola superiore a Milano come Tecnico Elettronico e sto cercando lavoro (cosa che qua in Italia è difficile trovare), ho degli amici di cui fidarmi quasi ciecamente, faccio un attività sportive che mi fanno stare insieme ad altre persone come il Laser Game Qzar e il karting (Go-Kart), ed è specialmente al Laser Game che ho diverse persone di cui fidarmi. Io devo dire che amo il Laser Game proprio per il fatto che è l’unico gioco/sport di squadra che mi piace fare perchè tutti gli altri non mi sono mai interessati (calcio, basket…ecc), ma più che altro ho la certezza che al Laser Game non mi capiteranno mai le cose che mi sono successe con il ciclismo a Vittuone come fare cattive amicizie, a me piace il laser game anche perchè nega tutto quello che era successo sugli autoscontri quella volta li del 2008, sul fatto che “non mi so divertire”.

 

 

 

 

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